Mario Mori
Nato a Borghetto Lodigiano, Mario Mori comincia fin da ragazzo ad avvicinarsi all'arte, anche grazie ad incontri che lo spingeranno ad esplorare nuove possibilità d'espressione. Trascorre la sua vita nel lodigiano, diventando presto pittore professionista, con una pittura figurativa moderna attraverso la quale nel tempo ha affrontato diverse tematiche, sempre con una visione serena della vita ed un animo sensibile ed affascinato dalla bellezza nelle sue varie forme. Mori ha studiato disegno tecnico ed architettonico dedicandosi, poi, particolarmente al disegno artistico; ha perfezionato negli anni diverse tecniche espressive oltre a quella pittorica, tra cui l'incisione, l'affresco e la ceramica, con la collaborazione di professionisti toscani ed umbri, tra i quali spiccano i maestri di Deruta. Ha frequentato corsi di teoria del restauro delle opere murarie presso il Politecnico di Milano, con attenzione ai corsi tenuti dalla Dottoressa Antonella Gallone. Ha partecipato a numerose esposizioni, concorsi e rassegne, ottenendo premi e riconoscimenti. caratteristica dell'opera di Mori è la grande poliedricità, la capacità di sperimentare tecniche sempre nuove, la curiosità che spinge a superare i propri limiti e di porsi nuove sfide.
L'espressione artistica deve essere sostenuta dallo studio, dall'esercizio, dalla disciplina, dalla sperimentazione e conoscenza, senza le quali non può crescere. Sono molteplici le modalità espressive, guidate però tutte da uno stesso intento e spirito creativo. Per l'artista l'arte è connaturata al suo modo di vivere e pensare, non è un mestiere.Il suo linguaggio pittorico è è fusione di sentimenti, rappresentazione di emotività, comunicazione e condivisione.Le sue opere rappresentano la vita, le persone i luoghi, la condizione del genere umano, cercando di cogliere lo straordinario nell'ordinario. Come scriveva Aldo Caserini in occasione di un esposizione nel 2012 sul Garda, "nei suoi lavori il colore interviene a dare evidenza alla creatività, alla personalità dell'artista, o, al caso ad assecondare i diversi propositi. Anche nell'ultima produzione contribuisce ad esprimere il gioco, creare artificio e suggestione. Ad assicurare effetti di luci. Non di luce fenomeno fisico, bensì la luce che esiste nel cervello del pittore, l'unica che effettivamente oggi, per evoluzione di gusto e cultura, può esistere."
L'artista segue la vita, ne accompagna i movimenti, le battute di arresto, le risalite e le nuove conquiste.
Nella sua poliedricità Mori incontra anche la musica e la poesia; da qualche anno proprio la produzione poetica è diventata un suo mezzo espressivo, ulteriore strumento per dar vita agli stati d'animo. Nel corso degli ultimi anni la pittura di Mori a trovato uno dei suoi luoghi di espressione sulle rive del lago di Garda e in Trentino, dove da tempo è apprezzato e conosciuto per le sue numerose opere: a Limone sul Garda ha realizzato un grande dipinto murale che decora la facciata della chiesa padronale di San Benedetto, mentre una sua opera muraria di circa 80 mq arricchisce la Sala Comunale dei Congressi. A Trento, per la fondazione culturale Bruno Kessler ha seguito il recupero (strappo e reintelatura) di un grande affresco dell'artista trentino Riccardo Schweizer, tra i più noti autori nella storia dell'arte e del design contemporanei.
Numerose sono le opere murarie e su tela realizzate da Mori nel Trentino (in particolare a Rovereto e Ponte Arche) per alberghi e dimore private. Mario Mori è stato inoltre uno dei fondatori del Convivio Artistico Francesco De Lemene.


